Nel contesto aziendale e organizzativo contemporaneo, definire gli obiettivi rappresenta una pratica imprescindibile per orientare l’azione, motivare le risorse e misurare il progresso.
Un obiettivo ben formulato non è soltanto un traguardo da raggiungere, ma una bussola strategica che guida comportamenti, processi decisionali e investimenti di tempo ed energia.
Tuttavia, per essere realmente efficace, la definizione degli obiettivi deve essere supportata da una solida pianificazione, da un contesto valoriale coerente e da una conoscenza approfondita delle teorie motivazionali che regolano il comportamento umano.
In questo ambito, OpenHS si configura come partner formativo di riferimento, grazie a percorsi che uniscono rigore metodologico, esperienzialità e strumenti operativi ad alta efficacia.
Teorie della motivazione
Non ci possiamo esimere dal considerare le teorie della motivazione, per approfondire poi il tema del come raggiungere gli obiettivi.
Certamente, una menzione d’onore in questo senso spetta allo psicologo statunitense Edwin A. Locke, che nel 1968 con la sua “Teoria della definizione degli obiettivi basata sulla motivazione”, diede indicazioni precise, che ancora oggi trovano coerenza ed applicabilità nei diversi contesti aziendali, ma non solo.
Il concetto è piuttosto trasparente: avere obiettivi chiari, definiti e misurabili favorisce una migliore prestazione.
Facciamo un piccolo passo indietro. Necessario.
La definizione degli obiettivi
La definizione degli obiettivi è un passaggio tanto essenziale, quanto non semplice!
Ti stiamo immaginando, con un’espressione di stupore…come può essere così difficile individuare ciò che si vuole raggiungere?
Lasciamo da parte la sfera del personale, dove potrebbe addirittura essere più complicato, sapere sempre esattamente che cosa si vuole raggiungere e limitiamoci a considerare come contesto, alcuni esempi di obiettivi aziendali da raggiungere.
Anche in questo caso, sapere “dove andare a parare” non è sufficiente.
Al contrario dedicare del tempo per ragionare sul raggiungimento degli obiettivi e verificare che esistano tutte le condizioni/risorse per il loro perseguimento, è primario.
Definire gli obiettivi, quindi, significa tradurre:
- intenzioni, desideri o necessità organizzative in traguardi concreti, misurabili e raggiungibili, che orientano l’agire del singolo o del gruppo, nel tempo.
Non si tratta semplicemente di “avere un’idea” di ciò che si vuole ottenere, ma di costruire una direzione consapevole, supportata da un metodo rigoroso.
Un obiettivo ben formulato riduce l’ambiguità, guida le scelte operative e facilita il monitoraggio dei risultati.
Tutto questo a noi pare molto più di un pensiero più o meno vago…ed infatti è in questa direzione che va una precisa teoria.
La teoria del goal setting
La teoria del goal setting (1990) è il risultato della collaborazione tra Locke ed un suo collega, psicologo, Gary Latham, che partendo dagli assunti del primo, continuò ad approfondire il tema.
Il testo scritto a quattro mani può essere considerato una specie di upgrade, rispetto al primo edito dal solo Locke, poiché vennero definiti i cinque principi per una definizione efficace degli obiettivi.
Vediamoli insieme.
- Il primo, a costo di essere ripetitivi ha a che fare con la chiarezza; rispetto a questo concetto spesso si sente utilizzare l’acronimo SMART, dove le prime due lettere, la “S” e la “M” indicano proprio che un obiettivo deve essere specifico e misurabile.
Proviamo a tradurre la teoria, in qualcosa di pratico, attraverso un esempio.
Una struttura sanitaria vuole migliorare la gestione dei tempi di attesa per le visite specialistiche ambulatoriali: uno obiettivo generico, potrebbe suonare più o meno in questo modo:” Dobbiamo ridurre le attese per le visite”.
Se l’obiettivo, al contrario, dovesse e deve essere efficace (o SMART) risuonerebbe così: “Ridurre del 25% i tempi medi di attesa per le visite “X” entro la data Y, attraverso l’introduzione di una nuova agenda digitale per la prenotazione, il potenziamento dell’organico con un medico in più per turno e il monitoraggio settimanale dei flussi pazienti.”
Visto che differenza!
- Il secondo aspetto ha a che fare con un tema importante, ovvero quello della sfida e di conseguenza tocca gli ambiti del motivazionale. Un obiettivo deve cioè creare quel giusto livello di adrenalina, senza esporre però al fallimento.
Sempre utilizzando come ipotetico contesto, quello che abbiamo descritto prima, il tutto potrebbe essere tradotto, laddove si sia già riusciti a ridurre i tempi di attesa, nel provare ad abbassare ancora ulteriormente quella percentuale del 25%.
Altro aspetto importante è quello della ricompensa.
Per mantenere alto l’umore e la motivazione, può essere utile, ogni qualvolta c’è un passo avanti, riconoscere con un piccolo benefit per il lavoro fino a quel momento svolto.
Definire gli obiettivi…è un po’ come fare G.O.A.L!
Il nostro obiettivo era quello di non farvi spaventare nel vedere un lungo paragrafo e quindi, pur riferendosi sempre alla definizione degli obiettivi, abbiamo deciso di suddividere i punti della teoria, a cui ci riferiamo, in due parti.
Dunque, dicevamo:
chiarezza: ok sfida: ok
Un altro elemento da tenere in considerazione è che si è preso un impegno e per tenere alto lo zelo, tornano utilissimi quei premi, che abbiamo citato prima.
Occorre tenere conto di un altro importante aspetto: più l’obiettivo è ambizioso e più tempo occorrerà per realizzarlo, pertanto è utile suddividerlo in “meta-obiettivi”, così che le ricompense a breve e medio termine tengano alto il morale.
Sei un capo d’azienda, ma non sempre una visione in solitarie è utile (azzarderemmo a dire, quasi mai!).
Anche rispetto, quindi, al definire gli obiettivi, tieni sempre a mente di coinvolgere gli altri membri del team; sarà anche grazie alle loro intuizioni e opinioni, che sarà più semplice mettere a fuoco gli obiettivi più mirati e vantaggiosi.
Il penultimo punto riguarda il feedback (sul quale peraltro ci siamo già espressi, proprio con questo articolo); ebbene, se da una parte pianificare è indispensabile, dall’altra è utilissimo anche vedere un po’ come vanno le cose!
Riflettere, non è mai tempo perso, e se alla fine di questa “pausa di riflessione”, le cose non vanno poi così male, ricordati di elogiare coloro i quali lo hanno reso possibile.
Ultimo, ma non certo per importanza, è tenere sempre a mente quanto l’obiettivo che hai posto è complesso.
I latini ci hanno avvisato, già da un po’ per la verità: “ln medium stat virtus”.
Adattandolo al nostro caso, occorre che gli obiettivi siano allettanti, ma non impossibili, altrimenti occorrerà poi gestire un altro importante aspetto, quello della gestione dello stress.
Hai visto che cosa significa davvero, definire degli obiettivi professionali?
Pianificazione obiettivi
Spesso utilizzati come sinonimi, i concetti di definizione e pianificazione degli obiettivi rappresentano, in realtà, due momenti distinti all’interno del processo di goal setting.
Definire un obiettivo significa stabilire in modo chiaro, concreto e misurabile ciò che si intende raggiungere, identificando la finalità, il risultato atteso e i parametri di valutazione (come nel modello SMART).
È la fase in cui si delinea cosa si vuole ottenere e perché.
La pianificazione dell’obiettivo, invece, riguarda il come: è il momento in cui si scompone l’obiettivo in attività operative, si assegnano risorse, si costruisce una timeline e si individuano eventuali indicatori intermedi (KPI) per monitorare l’avanzamento.
In altre parole, mentre la definizione orienta la direzione, la pianificazione costruisce il percorso per arrivarci. Entrambe le fasi sono complementari e necessarie per garantire un processo efficace e strutturato al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Obiettivi lavorativi: come raggiungerli con Openhs
In un settore complesso e ad alta responsabilità come quello sanitario, la definizione e il raggiungimento degli obiettivi lavorativi non possono prescindere da competenze organizzative, comunicative e strategiche solide.
OpenHS si propone come partner formativo di riferimento offrendo percorsi su misura per:
- il potenziamento delle soft skill
- la gestione degli obiettivi
l’adozione di metodologie efficaci di goal setting.
Attraverso programmi dedicati a medici, coordinatori sanitari e operatori clinici, OpenHS contribuisce in modo concreto a migliorare la qualità dei servizi, l’efficienza dei processi e il benessere organizzativo.
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