L’empatia tra due persone è ciò che ci permette di dire: “a volte sembra che mi capisca al volo e che pensi nel mio stesso modo“; al contrario quando non c’è empatia tra due persone, si ha la spiacevole sensazione quasi di parlare tutt’altra lingua.

L’importanza dell’empatia nelle relazioni interpersonali assume un ruolo sempre più centrale, rivelando la sua intrinseca capacità di tessere legami profondi e significativi tra individui.

L’empatia, ovvero la capacità di comprendere e condividere le emozioni altrui, si distingue come una delle qualità umane più preziose, in grado di facilitare la comunicazione e migliorare le relazioni.

Questa connessione empatica si rivela essenziale in ambiti professionali, in particolare nelle professioni sanitarie, dove il benessere del paziente dipende in larga misura dalla capacità del professionista di stabilire una relazione basata sulla comprensione e sul supporto emotivo.

In questo articolo scopriremo le dinamiche che regolano l’entrare in empatia con gli altri, illustrando come la sensibilità emotiva e l’intelligenza empatica siano fondamentali non solo per costruire rapporti interpersonali arricchenti ma anche per eccellere in ambiti professionali che richiedono un alto grado di interazione umana.

Esamineremo il ruolo cruciale dell’intelligenza emotiva nell’alimentare e nello sviluppare la capacità empatica e come questa sia in grado di dare maggior significato ad ogni tipologia di rapporto.

Entrare in empatia

 

Entrare in empatia è un po’ come mettersi nelle scarpe degli altri e sentire come si sta lì dentro! Sono comode oppure no…ci fanno stare bene o rendono anche solo pochi passi, un vero patimento?

Il termine empatia deriva dal greco en-pathos che letteralmente significa sentire dentro; è ciò che ci permette di entrare nella realtà dell’altro per comprenderne emozioni e sentimenti, senza stare in una dimensione di giudizio, ma al contrario semplicemente per condividere.

Una sorta di capacità di identificazione, che non deve oltrepassare un limite preciso: quello di perdere la propria individualità, di confonderla e fonderla, rischiando di creare un nucleo fusionale ed indifferenziato.

Essere empatici, infatti, non significa non riconoscere le differenze, ma fare quel passo in avanti e comprendere l’altrui vissuto, attraverso un atteggiamento che invita all’apertura.

Come essere empatici

 

Come essere empatici rischia di suonare come una forzatura…

Avete presente quando qualcuno vi invita ad essere “spontanei”? Nell’esatto momento in cui ve lo dice crea le condizioni affinché voi non lo siate; insomma, quasi una comunicazione paradossale.

Una domanda curiosa ed affascinante potrebbe essere la seguente: “Esistono persone senza empatia?

Ormai da qualche tempo, le neuroscienze hanno attribuito ai neuroni a specchio un ruolo essenziale non solo nello sviluppo delle capacità imitative, ma anche nella possibilità o meno di riuscire a creare empatia tra due persone.

nella possibilità o meno? Quindi significa che qualcuno può non provare empatia? Indubbiamente ci sono dei casi limite, che aprirebbero un argomento vasto come quello dei disturbi dello spettro autistico.

Senza entrare nel merito di quello che è un vero e proprio disturbo, alcuni non riescono a vivere un rapporto empatico, perché sono in difficoltà con la propria consapevolezza emotiva.

Le emozioni…queste sconosciute, potremmo affermare, e se non si è in grado di comprendere le proprie, come potrebbe essere possibile riuscire a decodificare quelle altrui?

Intelligenza emotiva ed empatia

 

L’intelligenza emotiva ed empatia sono due facce della stessa medaglia, vediamo perché…

L’intelligenza emotiva è una capacità fondamentale che permette agli individui di riconoscere, comprendere, gestire e utilizzare efficacemente le proprie emozioni e quelle altrui.

Questa competenza si articola in diverse dimensioni, tra cui:

  • la consapevolezza di sé
  • la regolazione emotiva
  • la motivazione intrinseca
  • l’empatia
  • le abilità sociali

Al centro dell’intelligenza emotiva risiede proprio l’empatia, che funge da ponte tra la comprensione delle proprie emozioni e la capacità di relazionarsi con gli altri in modo significativo e profondo.

L’intelligenza emotiva, quindi, arricchisce l’empatia con la capacità di gestire queste informazioni emotive in maniera tale da favorire relazioni interpersonali sane, supporto reciproco e una comunicazione efficace.

La relazione tra empatia e intelligenza emotiva è intrinsecamente ciclica e sinergica.

Da un lato, un elevato livello di intelligenza emotiva migliora la capacità empatica, poiché individui con una maggiore consapevolezza e comprensione delle proprie emozioni tendono a essere più aperti e sensibili alle emozioni altrui.

Dall’altro, praticare l’empatia contribuisce a sviluppare e affinare l’intelligenza emotiva, poiché l’esperienza di connettersi emotivamente con gli altri arricchisce la comprensione delle dinamiche emotive umane.

L’intelligenza emotiva e l’empatia giocano un ruolo cruciale in numerosi contesti:

  • dalle relazioni personali
  • all’ambiente di lavoro
  • dalla leadership
  • alla gestione dei conflitti.

Ad esempio, nel contesto professionale, leader con elevate competenze emotive ed empatiche sono in grado di creare un clima di fiducia e sicurezza. In particolare, nell’ambito delle professioni sanitarie, l’intelligenza emotiva consente ai professionisti di stabilire relazioni empatiche con i pazienti, con i familiari, migliorando l’assistenza e anche la compliance rispetto ai percorsi terapeutici.

In sintesi, empatia ed intelligenza emotiva sono intrecciate in un rapporto di reciproco rafforzamento, dove ciascuna arricchisce l’altra, permettendo agli individui di esperire il mondo emotivo proprio e altrui con maggiore consapevolezza, sensibilità e efficacia.

Sviluppare queste competenze è fondamentale per costruire relazioni autentiche, soddisfacenti nelle varie fasi della vita e in diversi contesti professionali.

Come essere più empatici

 

Trattare del come essere più empatici o di come sviluppare l’empatia avvalora la tesi che l’empatia è un’attitudine, (o per usare un termine più tecnico è un’abilità sociale) che, come molte altre, può essere:

  • scoperta
  • sviluppata
  • alimentata
  • ma soprattutto USATA

Perché alcuni sono quasi geneticamente empatici ed altri invece no?

Il livello di empatia che una persona può provare può essere influenzato dalla relazione tra la sua predisposizione genetica e le personali esperienze di vita.

Anche l’apprendimento sociale può favorire l’empatia, poiché osservare dei modelli di comportamento empatici da parte delle altre persone, può favorirne lo sviluppo.

Un ambiente dove si pratica l’empatia e se ne riconosco gli effetti positivi è certamente il contesto ideale per apprenderla e praticarla.

Empatia tra due persone…o più

 

Abbiamo quindi compreso che l’empatia tra due persone o più si può migliorare o addirittura scoprire.

L’empatia come un muscolo…perché no?

…E come tutti i muscoli, più vengono esercitati più si svilupperanno; anche chi erroneamente pensa di non avere “quel muscolo” in dotazione, in realtà con l’esercizio si accorgerà che pian piano verrà fuori, proprio come succede quando si va in palestra ad allenarsi, magari con un personal trainer!

I corsi di Open Hs sono veri e propri personal trainer in grado di farvi scoprire l’importanza dell’empatia nella comunicazione, soprattutto in un ambito professionale, come quello sanitario. Se avere ancora tempo, vi raccontiamo il perché…

Come creare empatia in ambito sanitario

 

Comprendere come creare empatia in ambito sanitario è fondamentale, proprio per la natura delicata e particolare delle relazioni che, in un simile contesto, si tessono e si intrecciano.

Quando pensiamo alla relazione che cura le immagini necessariamente si rivolgono al rapporto medico/paziente oppure infermieri/paziente.

Le professioni in ambito sanitario sono quasi per antonomasia considerate “quelle” con un costante coinvolgimento interpersonale.

La partecipazione emotiva è inevitabile e va gestita correttamente, perché sebbene sia foriera di un senso di efficacia personale, a volte è anche causa di forti stress e burnout.

Certamente la relazione empatica con il paziente, lo abbiamo già accennato, ne migliora la motivazione verso il trattamento e la cura.

L’essere ascoltato e il poter esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti incrementa la sua soddisfazione, che proprio grazie all’empatia del professionista contribuisce a farlo sentire  accettato, anche e soprattutto nella sua fragilità.

Tuttavia, abbiamo già accennato all’importanza di provare empatia, senza però perdersi nel mare magnum delle emozioni altrui.

Se questo è indispensabile nella vita di tutti giorni, nelle relazioni amicali come in quelle in cui si prova amore, ancor più è essenziale riuscire a farlo nel conteso delle professioni sanitarie.

Potremmo in questo caso parlare di una forma di empatia clinica, capace cioè di mantenere il suo valore terapeutico, senza però il rischio di confondersi e di diffondersi oltre confine.

Come entrare in empatia con le persone: conclusione

 

L’ascolto attivo, l’auto-riflessione, la sospensione del giudizio, sono solo alcune delle buone pratiche che ci indicano come entrare in empatia con le altre persone.

L’empatia e l’intelligenza emotiva rappresentano pietre miliari nella costruzione di relazioni interpersonali significative e di successo professionale, in particolare nelle professioni che richiedono un elevato grado di interazione umana, come il settore sanitario.

Che siate professionisti nel settore sanitario alla ricerca di modi per connettervi meglio con i vostri pazienti, o semplicemente individui che aspirano a coltivare relazioni personali più ricche, i servizi di Open HS rappresentano una risorsa preziosa.

Vi invitiamo a esplorare il sito e l’offerta formativa per scoprire come potenziare la vostra empatia e la vostra intelligenza emotiva.

E.… ricordatevi di “essere ribelli e di praticare la gentilezza”.